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Incanti Bio Meccanici

by Ubi Maior

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Teodora 20:44
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about

Five years since their last album Ubi Maior come back with their third opus “Incanti bio meccaninci”. The new guitarist Marcella Arganese has shifted the dynamic of the band from a dark-dye hard-prog rock to a more usual italian symphonic rock. But if their previous effort “Senza tempo” highlighted a quest for originality, avoiding too easy comparisons with the “giants” of the seventies which arose from the good first CD “Nostos”, this new work shows a clear search for uniqueness both lirically and musically.

The two long suites “Teodora” and “Lo specchio di Mogano” (“The Mahogany Mirror”) (more classic the first, more surprising the latter), which open and close the album, if on one hand they borrow an usual song structure of the progressive rock genre on the other hand they possess a great melody power that makes the listening enjoyable and engaging. The sound is more open compared to the past and the keyboard player Gabriele Manzini (main writer of the band) has managed to achieve a great sound-balance playing classic sonorities: Hammond organ, minimoog, piano, mellotron. The singer Mario Moi (playing also violin and trumpet) performs perfectly, with energy and passion, his own lirycs based on books of imaginary cities. The two tracks in between “Alchemico Fiammingo” (“Alchemical Flemish”) and “I cancelli del tempo” (The Gates of Time”) represent the most surprising aspect of this great album, showing an oniric and evocative succession of atmosphere changes, from soft and suffused reflections to powerful and magic progressions.



A cinque anni di distanza gli Ubi Maior tornano con il loro terzo album “Incanti bio meccanici”. La nuova chitarrista Marcella Arganese ha spostato la dinamica della band da un hard prog a tinte scure verso un più canonico rock sinfonico di stampo italiano. Ma se già il precedente “Senza tempo” si evidenziava per la sua unicità di fondo, evitando i troppo facili paragoni con i giganti del passato che scaturivano dal buon esordio “Nostos”, questo nuovo lavoro manifesta una chiara ricerca di originalità sia a livello tematico che musicale.

Le due suite “Teodora” e “Lo specchio di mogano” (più classica la prima, più sorprendente la seconda) che aprono e chiudono il disco se da un lato riprendono una forma consueta del rock progressivo dall’altro presentano una notevole carica melodica che rende l’ascolto piacevole e avvincente. Il suono è più aperto rispetto al passato e il tastierista Gabriele Manzini (principale compositore della band) è riuscito a ottenere un ottimo bilanciamento di suoni utilizzando sonorità classiche che vanno dall’organo Hammond al minimoog passando dal pianoforte e dal mellotron. Il cantante Mario Moi (impegnato anche al violino e alla tromba) interpreta perfettamente, con passione ed energia, i suoi testi ispirati a storie di città immaginarie trattate in letteratura. I due brani centrali “Alchemico fiammingo” e “I cancelli del tempo” rappresentano forse l’aspetto più sorprendente di questo grande album presentando un’alternanza onirica e suggestiva di cambi d’atmosfera, da delicate e soffuse riflessioni a potenti e magiche progressioni.

credits

released February 10, 2015

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Ubi Maior Milan, Italy

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